Perché il Tango
Circa 12 MINUTI: QUESTIONE DI SCELTE
C’è una domanda che ogni tanto mi piace lanciare sul tavolo, come una sfida: perché abbiamo questo bisogno viscerale del Tango?
Guardatevi intorno stasera. C’è chi balla per abitudine, chi per scappare dal silenzio di casa, chi cerca una conquista facile. Diciamocelo: molti lo usano come un terreno di caccia. Ma io sono convinto che, tolte queste maschere, rimanga un 10% che balla per pura, autentica passione. Quelli che non cercano una preda, ma un'emozione.
Spendiamo fortune in scarpe, ore a studiare l'equilibrio, chilometri per uno stage. E la ricompensa? Dodici minuti. Una tanda. Qualcosa che non puoi comprare e che non puoi portarti a casa.
Perché proprio il Tango?
Non è per il sesso, non è per i soldi. È per quella fame che il mondo moderno non sazia più. Viviamo in una cultura dove ci tocchiamo solo attraverso uno schermo. Il Tango invece ti sbatte in faccia la realtà: un corpo, un respiro, un battito cardiaco.
È un'intimità che ha le sue regole. È il coraggio di essere sensibili per un momento, sapendo che quando la musica finisce, torni padrone della tua vita. Non è una condanna, è un lusso.
Il Tango è nato dalla nostalgia di chi non aveva niente, ma noi oggi lo balliamo perché abbiamo tutto, tranne il contatto vero. Cerchiamo in quei dodici minuti quella scintilla di umanità che ci fa dire: "Sì, oggi sono vivo". E per quel 10% di noi che sente il fuoco della passione, quei dodici minuti valgono più di mille ore passate a guardare uno smartphone
Bellissime riflessioni
RispondiEliminaLe condivido tutte.Il tango è contatto umano .
Credo che una tanda possa diventare,se ben fatta, un 'opera di meditazione incarnata nel movimento di due corpi nel tempo preciso di 12 minuti.
Grazie Elsa Sei vera e profonda
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