Il TANGO CHE OSSERVA: "PADRINO PELAO" E IL TEATRO DELLA STRADA Esistono tanghi che sono vere e proprie scene cinematografiche. "Padrino Pelao" (registrato dal mitico Carlos Gardel nel 1930 e poi ripreso con la forza di Julio Sosa anni dopo) ci porta dritti davanti alla porta di una chiesa o di una casa in festa per un matrimonio di quartiere. La Storia tra i Versi Il titolo stesso è un grido: "Padrino Pelao!" . Era l’urlo dei ragazzini di strada ( gorriones ) che aspettavano il padrino della sposa per chiedergli di lanciare monete. Se il padrino non lanciava nulla (era "pelao", ovvero al verde o avaro), i monelli lo insultavano gridando ancora più forte. Ma dietro l'allegria del baccano, Manzi (o chi scrive questi quadri di vita) ci mostra la realtà cruda: Il pregiudizio: Le vecchiette del quartiere che mormorano: "Ha peccato e si veste di bianco" . L'amarezza: La "pebeta" che guarda la sposa con invidia e ...
Circa 12 MINUTI: QUESTIONE DI SCELTE C’è una domanda che ogni tanto mi piace lanciare sul tavolo, come una sfida: perché abbiamo questo bisogno viscerale del Tango? Guardatevi intorno stasera. C’è chi balla per abitudine, chi per scappare dal silenzio di casa, chi cerca una conquista facile. Diciamocelo: molti lo usano come un terreno di caccia. Ma io sono convinto che, tolte queste maschere, rimanga un 10% che balla per pura, autentica passione. Quelli che non cercano una preda, ma un'emozione. Spendiamo fortune in scarpe, ore a studiare l'equilibrio, chilometri per uno stage. E la ricompensa? Dodici minuti. Una tanda. Qualcosa che non puoi comprare e che non puoi portarti a casa. Perché proprio il Tango? Non è per il sesso, non è per i soldi. È per quella fame che il mondo moderno non sazia più. Viviamo in una cultura dove ci tocchiamo solo attraverso uno schermo. Il Tango invece ti sbatte in faccia la realtà: un corpo, un respiro, un battito cardiaco. È un'intimit...
. CAPITOLO: IL TANGO CHE NON TI RACCONTANO Dalla polvere della strada all’abbraccio consapevole Molti credono che il Tango sia nato nei saloni eleganti, tra abiti di seta e luci soffuse. Ma la verità è un’altra. Il Tango è figlio della strada, del sudore e di un codice d’onore che oggi sembra quasi dimenticato. Per capire questa danza, non devi guardare i piedi del ballerino, ma la sua schiena: è lì che si legge la sua dignità La lezione del "Tigre Millán" Prendete la storia del Tigre Millán. Non era un uomo da copertina: butterato, segnato dalle cicatrici, lavorava sodo come coltellinaio nei mattatoi. Eppure, spendeva tutto il suo salario per ballare con la donna che amava, anche se lei lo tradiva e lo disprezzava perché "puzzava di lavoro". Il Tigre morì vittima di un’imboscata, ucciso da due poliziotti codardi. Ma è nelle sue ultime parole che risiede la vera essenza del Tango: “L'uomo, per essere un vero uomo, non deve essere un delatore”. Preferì morire in ...
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